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Google, dipendente parla del “bullismo” in azienda

Un ex dipendente di Google afferma di essere stato licenziato dall'azienda per le sue idee politiche.

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Un ingegnere di Google, conservatore, afferma di essere stato vittima del sistematico “bullismo” che il gigante della tecnologia riserverebbe ai suoi dipendenti più inclini alla destra.

Kevin Cernekee, sostenitore di Trump, è stato licenziato dalla società di Silicon Valley nel giugno 2018 e, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, la causa sarebbe da ricercarsi nelle sue idee politiche opposte a quelle di altri dipendenti. Cernekee ha affermato:

In Google, c’è sempre stato il bullismo. C’è un grande schieramento politico e trattano in modo differente chi la pensa diversamente.

L’ingegnere 41enne, assunto nel 2015 per lavorare alla linea di laptop dell’azienda, ha iniziato a non vedere di buon occhio l’ambiente sin dall’inizio, quando si è trovato a difendere un collega che la pensava esattamente come lui. Racconta a tal proposito:

Un gruppo di persone ha iniziato ad aggredirlo verbalmente, poi il suo manager si è intromesso nel discorso e lo ha rimproverato in pubblico. Sono rimasto molto turbato.

I responsabili delle risorse umane hanno provveduto a spedire una lettera di richiamo a Cernekee, per la sua condotta considerata irrispettosa e insubordinata. L’ex dipendente di BigG, che ora lavora per un’altra società tecnologica, ha inoltre affermato di essere stato preso di mira dai suoi colleghi e superiori. Conclude così la sua testimonianza:

Mi pento molto di essermi unito a Google. Pensavo che sarebbe stato un posto in cui assistere a discussioni intelligenti, ma non era assolutamente come mi aspettavo.

Google ha dichiarato che Cernekee è stato licenziato per uso improprio delle apparecchiature, incluso il suo sistema software di accesso remoto, e ha rifiutato di commentare le accuse nonostante sia stata contattata dalla stampa.