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Twitter dà il via libera allo smart working permanente

Twitter è la prima grande azienda tech ad approvare lo smart working permanente anche quando la pandemia da COVID-19 sarà solo un lontano ricordo.

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Twitter è la prima grande azienda tech ad approvare lo smart working permanente al di là della pandemia da COVID-19 che stiamo vivendo in questi mesi.

Da circa due mesi, come accaduto per gran parte delle aziende del Mondo che svolgono attività compatibili col lavoro da remoto, Twitter ha sperimentato lo smart working come unica alternativa per portare avanti la produttività nel rispetto del distanziamento sociale. E dopo due mesi di prova obbligati, l’azienda ha annunciato che anche in futuro, chi vorrà, potrà continuare a lavorare da casa a tempo indefinito.

È stato il CEO e fondatore di Twitter, Jack Dorsey, a comunicarlo ai dipendenti dell’azienda con una mail. L’azienda già da tempo stava valutando la possibilità di decentrare parte del lavoro, ma la pandemia da COVID-19 ha costretto Twitter ad anticipare i tempi e, a distanza di due mesi, a fare un primo e ottimo bilancio.

L’esperimento ha funzionato e quando gli uffici di Twitter riapriranno – Dorsey ha anticipato che non se ne parlerà prima del mese di settembre – i dipendenti che vorranno continuare a lavorare da casa potranno farlo per tutto il tempo che vorranno.

A poter proseguire con lo smart working saranno, per ovvi motivi, tutte quelle figure professionali per le quali non è necessaria la presenza in ufficio. Gli addetti, ad esempio, alla manutenzione dei server, dovranno continuare a lavorare in sede, ma per chi non è richiesta la presenza fisica in ufficio lo smart working potrà proseguire a tempo indeterminato.

L’esempio di Twitter potrebbe essere seguito anche da altri giganti tech. Ad oggi Amazon ha prolungato la possibilità di smart working per i propri dipendenti fino al prossimo ottobre, mentre Facebook e Google hanno esteso quel periodo almeno fino all’inizio del 2021, ma non è escluso che come Twitter, per le figure professionali per le quali non è richiesta la presenza fissa in un ufficio, il lavoro da remoto continuerà ad essere incentivato.

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