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USA, i conservatori abbandonano Facebook e Twitter

Negli Stati Uniti cresce l'uso di app alternative a causa dei presunti pregiudizi mostrati dai due social contro gli elettori repubblicani.

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L’eco delle polemiche sulle ultime elezioni presidenziali americane non si sono ancora spente, e anzi continuano ad alimentarsi indirettamente anche attraverso gesti come quelli compiuti da tanti elettori conservatori, che hanno deciso di abbandonare Facebook e Twitter. I due popolari social sono infatti accusati da questi ultimi di censurare sistematicamente i loro post, soprattutto quando in essi vengono denunciati dei presunti brogli elettorali.

Il Wall Street Journal ha evidenziato come sia raddoppiato in questi giorni il numero di download di applicazioni come Parler e MeWe, che insieme ad altre raggiungono complessivamente il numero di 10 milioni di unità. Parler, in particolare, avrebbe raggiunto gli 8 milioni di utenti, quasi raddoppiati dai 4,5 milioni della scorsa settimana: nel giro di un weekend, tra sabato e domenica, la sua app è stata la più scaricata dallo Store di Apple.

Le app preferite dai conservatori USA

Tra le app preferite dagli utenti conservatori di iPhone e di dispositivi Android negli ultimi tempi ci sarebbero anche Rumble e Newsmax. La prima, una piattaforma video che si definisce come un’alternativa “libera” a YouTube, ha visto aumentare il numero di visualizzazione dei filmati pubblicati sulla sua piattaforma, mentre la seconda ha dichiarato di aver avuto più di tre milioni di spettatori durante la copertura delle elezioni, insieme a un forte incremento download della sua app, che adesso in classifica si trova infatti tra le prime dieci dello Store di Apple.

Le accuse a Facebook e Twitter

Nelle passate settimane c’erano già stati diatribe sull’argomento, per via degli episodi di censura nei confronti di alcuni post dello staff di Donald Trump e dei suoi sostenitori da parte sia di Facebook che di Twitter. Per molti americani, la strategia globale impostata da entrambi i social per le elezioni USA, con il feed delle informazioni attendibili, certificate dal Centro informazioni sul voto, in cima alla pagina nel caso specifico di Facebook, sarebbe stata in realtà applicata in maniera più pesante e spesso senza reali motivazioni contro un certo schieramento politico.

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