Alibaba, multa miliardaria dall’Antitrust cinese

L’accusa è di abuso di posizione dominante sul mercato e di aver impedito ai commercianti di vendere prodotti su altre piattaforme di e-commerce.

Brutta tegola per Alibaba Group Holdings, la multinazionale cinese privata composta da una serie di società attive nel campo del commercio elettronico, tra le quali Alibaba.com, la piattaforma di commercio tra aziende più grande al mondo. L’Antitrust cinese, infatti, gli ha comminato una multa pari a 2,78 miliardi di dollari. L’accusa, per il gruppo guidato da Jack Ma, è di abuso di posizione dominante sul mercato. Secondo le autorità cinesi, infatti, Alibaba avrebbe impedito ai commercianti di vendere i propri prodotti su altre piattaforme di e-commerce.

Alibaba multata: motivazioni e reazioni

Secondo quanto riportato dal New York Times, la SAMR, ovverosia State Administration for Market Regulation, l’autorità governativa della Repubblica popolare cinese per la regolamentazione di aree come la concorrenza di mercato, i monopoli, la proprietà intellettuale e la sicurezza dei farmaci, ha indagato su tutte le attività di Alibaba Group Holdings da dicembre del 2020, riscontrando una serie di abusi di posizione dominante sul mercato, in violazione di quanto previsto dalle leggi della Repubblica Popolare Cinese.

Per l’accusa, Alibaba avrebbe utilizzato nel dettaglio algoritmi applicati in modo improprio per alterare il posizionamento dei rivenditori sul marketplace, attraverso un meccanismo premiante e punitivo in base al loro comportamento.

Inoltre avrebbe costretto i commercianti, con degli accordi fatti sottoscrivere prima dell’uso delle sue piattaforme di vendita, a vendere in esclusiva su di esse la propria merce. In una nota pubblicata su People’s Daily, il giornale ufficiale del Partito Comunista, si può leggere tutta la soddisfazione per un’iniziativa che servirà alla crescita economica del Paese, in quanto “il monopolio è il grande nemico dell’economia di mercato. Non c’è contraddizione tra regolamentare secondo la legge e sostenere lo sviluppo. Piuttosto, si completano a vicenda e si rafforzano a vicenda”.

Dal canto suo, la multinazionale cinese attiva sul mercato online con piattaforme di pagamento e compravendita, motori di ricerca per lo shopping e servizi per il cloud computing, si è detta consapevole delle motivazioni che hanno portato alla multa: “Accettiamo la pena con serenità. L’intero team di Alibaba desidera esprimere la propria gratitudine per la fiducia e la pazienza che i nostri commercianti, consumatori, partner e azionisti ci hanno dato. […] La sanzione emessa dalla SAMR è un’azione importante perché mira a salvaguardare una forma di concorrenza leale sul mercato, e a valorizzare lo sviluppo qualitativo delle economie delle piattaforme internet”.
Insomma, tutti contenti, multanti e multati. Almeno a parole.

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