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Joost: niente più inviti e prima beta pubblica

Nel giorno in cui Niklas Zennstrom lascia Skype per concentrare le proprie energie in Joost, il client per la trasmissione video in P2P si apre al pubblico abbandonando il sistema ad inviti. Entro fine anno il CEO Mike Volpi si attende 2/3 mln di tester

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Nello stesso giorno in cui Niklas Zennstrom annuncia la propria dipartita dal board di Skype per puntare su altri progetti, Joost fornisce le prove per cui è proprio la tv P2P il progetto su cui Zennstrom intende concentrare le proprie energie. Il software, infatti, compie un passo importante aprendosi al pubblico tramite una versione 1.0 beta per il cui accesso non è più necessario un invito (centinaia dei quali sono stati negli ultimi mesi distribuiti anche tramite il blog Edit).

Tutto iniziò sotto il nome di Venice Project. Il progetto fece rumore per la propria originalità prima e per il suo sostrato poi: il software nasce infatti dalle menti di Niklas Zennstrom e Janus Friis, coloro i quali hanno anzitempo già lanciato progetti quali Kazaa e Skype. Il cosiddetto Venice Project è poi stato ridenominato “Joost” ed ha iniziato a siglare i primi accordi commerciali e di contenuto.

Oggi Joost promette 15000 show televisivi spalmati su oltre 250 canali. I contenuti, però, raramente risultano particolarmente appetibili ed è su questo punto che probabilmente il team vorrà investire nel prossimo futuro: l’apertura della beta al pubblico permetterà di estendere ulteriormente la base d’utenza sul network (il che, data la struttura P2P delle trasmissioni, permetterebbe anche riproduzioni più fluide e performanti) ed i grandi numeri potrebbero attrarre nuovi interessi, nuove pubblicità e nuovi sviluppatori.

Il fatto che Zennstrom rimanga (sia pur con una posizione di rincalzo) nel board Skype lascia ipotizzare peraltro una qualche interazione futura tra i due servizi, mentre è nello sviluppo dei gadget che il software potrebbe ricevere valore aggiunto per fornire all’utenza un motivo per cliccare e attivare il client. Secondo quanto riferito sulle pagine del Wired dal CEO Joost Mike Volpi ad oggi la media di download del client era di 50.000 unità alla settimana: ora che il sistema ad inviti viene a decadere l’attesa è di raggiungere quota 2/3 milioni di tester complessivi entro la fine dell’anno.

Joost richiede Windows XP Service Pack 2 o Mac OS X 10.4, processore sufficientemente performante (il client mette generosamente mano alle risorse del sistema) e connessione a banda larga. Il nuovo installer implica un download da 10.2 Mb per Windows e da 14.9 Mb per Mac OS.

Un qualche disordine organizzativo, nel contempo, si segnala ai vertici societari della diretta concorrenza: Erik Lumer, ideatore originario di Babelgum e colui che ha coinvolto Silvio Scaglia nel progetto, ha lasciato il proprio posto passando a Rawflow.

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