Digital.it
QR code per la pagina originale
blog.jpg

Edutainment propagandistico

Il National Center For State Courts, un’associazione non profit statunitense che si pone l’obiettivo di migliorare la consapevolezza delle leggi negli Stati Uniti d’America, ha distribuito 50.000 copie di un albo a fumetti da 24 pagine (formato standard statunitense) nelle scuole. L’albo in questione racconta la storia di una ragazza che ha scaricato materiale audiovisivo [...]

Il National Center For State Courts, un’associazione non profit statunitense che si pone l’obiettivo di migliorare la consapevolezza delle leggi negli Stati Uniti d’America, ha distribuito 50.000 copie di un albo a fumetti da 24 pagine (formato standard statunitense) nelle scuole.

L’albo in questione racconta la storia di una ragazza che ha scaricato materiale audiovisivo protetto da diritto d’autore attraverso il file sharing (perchè gliel’aveva insegnato un amico) e viene beccata dalla polizia.

Lei e la sua famiglia (incarnata da una nonna che combatte, vincendola, un’altra battaglia legale parallela per mantenere la proprietà della propria abitazione) si battono ma chiaramente soccomberanno di fronte alla giustizia trionfante che come una scure si abbatte contro chi non ne ha avuto rispetto e gli leva tutto (compresa la borsa di studio).

nana1.jpg

Lo scopo sostanzialmente è educare i bambini di tutte le età scolari sul sistema con il quale opera la giustizia e su cosa accada in un’aula di tribunale rispetto a quel che si vede in televisione” ha dichiarato Lorri Montgomery del settore comunicazione del NCSC.

Curioso quindi che come hanno fatto notare in molti e non ultimo il Wired, la parte legale della trama sia sbagliata oltre che terroristica.

Si afferma che il reato di lesione del diritto d’autore sia un crimine sotto la giurisdizione locale (cosa non vera negli Stati Uniti) ma soprattutto si afferma che il responsabile legale sia chi scarica, mentre lo è invece chi diffonde.

Sembra difficile pensare che si tratti di una svista: più probabile si tratta di una volontaria forzatura della realtà utile a mettere paura più che educare (vedasi anche la drammatizzazione di molte scene), veicolando disinformazione e la solita visione distorta dell’equilibrio tra legalità e illegalità.

Il bello è che, lo sa bene chiunque ricordi i tempi della scuola, l’influenza di un simile volano propagandistico-statale sui ragazzi in età scolare è pressochè nulla.

Se vuoi aggiornamenti su Edutainment propagandistico inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • http://www.philotto.it/paraphernalia/ Luca Carlucci

    Ehi, non è come dici! La storia ci ha il lieto fine: la vecchia si tiene la stamberga, mentre la piratessa traviata dalle amicizie sbagliate, si pente amaramente e viene condannata a un po’ di lavori socialmente utili, senza perdere la borsa di studio! :)

  • http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com Gabriele Niola

    In effetti hai ragione, da come ho scritto non si capisce che la nonna la vince la sua battaglia e lei la perde.
    Ora modifico.

  • http://www.philotto.it/paraphernalia/ Luca Carlucci

    Beh, a dirla tutta il personaggio della ragazza è concepito come tutto tranne che battagliero: orfanella, brava ragazza, bravissima studentessa, scarica per leggerezza, traviata da una mefistofelica cattiva compagnia, ma appena si trova nelle peste piange lacrime amare e si pente nel profondo e si prostra innanzi ai giudici. Al che interviene la giustizia americana, dura ma giusta e comprensiva, che anziché rovinarla economicamente e socialmente (come potrebbe fare, fa capire il fumetto a chiare lettere) la condanna con sospensione della pena (senza ricadute sulla fedina, a meno che non reiteri il crimine) e a interpretare uno spot contro la pirateria (lol). Questo mi pare il profilo ideologico del fumetto: il pugno di ferro della legge mitigato da un paternalismo rigido ma affettuoso – al fine di non rendere inviso ai giovani lettori il sistema giudiziario americano. Sbaglio? :)

  • http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com Gabriele Niola

    Si anche a me è sembrato così una cosa del tipo: “Guardate cosa succede ad una brava ragazza che si lascia traviare dalle cattive amicizie, rischia di finire in qualcosa di più grande di lei. E questa volta se l’è cavata (perchè non siamo senza cuore) ma poteva finire malissimo”.

    Che era lo stesso approccio dei volantini antidroga o ancora prima anticomunismo.