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Il reddito netto di Intel crolla del 90%

L'ultimo trimestre del 2008 non porta buona notizie per Intel, con livelli di reddito netto passati da 2,27 miliardi di dollari a 234 milioni di dollari in un anno. La borsa premia comunque il piano per intensificare la presenza nell'informatica low cost

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Non giungono notizie molto incoraggianti dall’ultima trimestrale di cassa del 2008 targata Intel. La società leader nella vendita di microprocessori e componenti per computer ha registrato un crollo sul fronte del reddito netto, diminuito di circa il 90% rispetto al medesimo periodo del precedente anno. Effetto della crisi economica e di una sensibile diminuzione negli investimenti nella famosa società di Santa Clara.

Nell’ultimo trimestre del 2008, Intel ha registrato un reddito netto pari a 234 milioni di dollari, una cifra esigua se confrontata con i 2,27 miliardi di dollari degli ultimi tre mesi del 2007. I risultati negativi legati alla conclusione dell’anno appena finito includono la perdita di 1,1 miliardi di dollari dovuta ad alcuni investimenti e a una riduzione dell’impegno finanziario di Intel nei confronti di Clearwire. Condizione prevista dagli analisti, che comunque avevano stimato redditi netti complessivi intorno ai 257 milioni di dollari, dato ben distante dall’effettiva performance della società specializzata nella produzione di semiconduttori.

Le entrate del quarto trimestre del 2008 si sono attestate a quota 8,23 miliardi di dollari, con un calo complessivo pari al 23% rispetto al medesimo periodo del 2007. La brillante prestazione dei nuovi processori Atom, studiati principalmente per i netbook, ha scongiurato la possibilità di una maggiore riduzione nelle entrate. I ricavi legati ad Atom sono cresciuti di circa il 50% portandosi a quota 300 milioni di dollari.

«Intel ha già fronteggiato tempi difficili in passato, e sappiamo che cosa deve essere fatto per spingere ulteriormente avanti il nostro successo» ha dichiarato ottimista Paul Otellini, CEO della società di Santa Clara. Il principale responsabile di Intel ha confermato l’intenzione di finanziare la creazione di nuovi stabilimenti per costruire i chip, rassicurando gli investitori sui livelli di capitalizzazione della società. Le nuove strutture permetteranno di creare e assemblare i processori a costi più bassi degli attuali, consentendo ad Intel di divenire maggiormente aggressiva nell’agguerrito comparto dell’informatica di consumo low cost, settore che potrebbe subire la crisi meno di altri.

L’annuncio di parte del piano industriale per il 2009 della società di Santa Clara sembra aver rinfrancato gli investitori. Nonostante la comunicazione delle forti perdite nel reddito netto per l’ultimo trimestre del 2008, il titolo di Intel si è risollevato dal grigiore degli ultimi giorni, riguadagnando sensibilmente terreno a Wall Street. La seduta di ieri si è conclusa a quota +1,61%, con un ulteriore guadagno del 4,21% nel corso degli After Hours. Dopo aver sfiorato un minimo a 12,7 dollari, il titolo Intel vale ora 13,29 dollari.

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