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Intel, il personal computing sarà a 22nm

Intel ha presentato l'architettura a 22nm, il tramite che porterà il personal computer a diventare personal computing. Intel vuole creare un continuum tra piattaforme ed esperienze, facilitando lo sviluppo e nutrendo ambizioni anche nel mobile

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Paul Otellini, CEO Intel, è salito sul palco dell’Intel Developer Forum 2009 carico di entusiasmo, colmo di rivalsa e con in mano quello che rappresenta il futuro dell’azienda: la rappresentazione di un chip a 22 nanometri. L’entusiasmo è relativo alle prospettive del mercato: secondo Otellini si è trovato un nuovo equilibrio dopo la caduta degli ultimi mesi, e sulla base di questa nuova situazione la domanda è nuovamente pronta a crescere. Trattasi in ogni caso di una sorta di ottimismo promozionale che nella stessa Intel è visto come il migliore degli scenari in un contesto che non dovrebbe preludere a grandi evoluzioni almeno per qualche mese ancora.

La rivalsa è tutta nei confronti della Commissione Europea. La multa miliardaria subita da Intel, infatti, non è stata accettata poiché il gruppo ha intravisto nelle operazioni della Commissione un atteggiamento ostico, disequilibrato e scarsamente disponibile. Relativamente alle email emerse negli ultimi giorni, in modo particolare, Otellini sminuisce il valore dei contenuti notando come mittenti e destinatari siano responsabili di basso livello mai coinvolti nelle vere contrattazioni del top management. Non solo: Intel denuncia il fatto che la Commissione abbia pubblicato unilateralmente documenti a dimostrazione delle proprie tesi, mentre ad Intel sarebbe proibito pubblicare documenti fondamentali per la tesi opposta: «stiamo aspettando di avere l’opportunità di mostrarli in fase di appello».

Il pezzo forte della giornata è però quello dei chip. Mentre ancora l’era dei 32nm deve iniziare, infatti, Intel è già in grado di anticipare che entro il 2011 il gruppo passerà ad una nuova architettura a 22nm progettata nel nome dell’efficienza e delle performance: «Il wafer a 22 nm presentato da Otellini è costituito da un singolo die contenente 364 milioni di bit di memoria SRAM, e include oltre 2,9 miliardi di transistor in un’area delle dimensioni di un’unghia. I chip contengono la più piccola cella SRAM in un circuito funzionante finora disponibile di 0,092 micron quadrati. I dispositivi si basano sulla tecnologia dei transistor con gate metallici ad alta costante k (high k) di terza generazione per prestazioni più elevate e dispersione elettrica ridotta».

Sarà un cambiamento importante e pervasivo: «Ci stiamo per spostare dal personal computer al personal computing» ha spiegato Otellini: l’obiettivo è quello di una esperienza univoca su qualsiasi device e la creazione di un continuum tra software e piattaforme.

L’ultima sorpresa della giornata è l’avventura Intel nel mondo delle applicazioni. Il gruppo intende infatti lanciare un proprio app store, o quantomeno una infrastruttura da offrire ai produttori hardware che intenderanno partecipare (tra i primi nomi già si annoverano Asus, Dell ed Acer). Con questa iniziativa il gruppo intende promuovere uno sviluppo più semplice ed ubiquo, valido per più piattaforme, così che la stessa applicazione possa essere creata per una molteplicità di sistemi operativi senza necessari lavori di conversione. Così Intel ha illustrato la propria scelta: «Il programma rappresenta per gli sviluppatori una struttura per creare e vendere applicazioni software per netbook, con il supporto di palmari e smart phone disponibile in futuro. Grazie al programma, gli sviluppatori che cercano di ridurre i costi generali e di semplificare la creazione di nuove applicazioni possono anche acquisire licenze di strumenti di sviluppo e moduli di applicazioni direttamente da altri sviluppatori indipendenti e ISV […] Per consentire la più ampia scelta di applicazioni multi-piattaforma, Intel Atom Developer Program supporterà diversi sistemi operativi e ambienti di run-time; questi consentono agli sviluppatori di usare una sola base di codice per supportare diverse piattaforme di dispositivi ed evitare lunghe fasi di riprogrammazione, riducendo costi di sviluppo e time-to-market. Ambienti di run-time come Microsoft Silverlight permettono agli sviluppatori di accedere a diverse tipologie di clienti e di fornire applicazioni complete per ambienti basati su Windows e su Moblin con un solo set di tool, Visual Studio e .NET Framework […] Grazie alla tecnologia cross-device,cross-browser e cross-platform Silverlight, gli sviluppatori potranno scrivere applicazioni una volta sola e farle girare su dispositivi Windows e Moblin, rendendo disponibile le applicazioni Silverlight a un maggior numero di consumatori, a prescindere dal fatto che utilizzino un PC, una TV o un telefonino».

La creazione di un Intel Atom Developer Program porterà le applicazioni soprattutto su netbook e sulle produzioni embedded, con interessante e specifico riferimento alle soluzioni automobilistiche: Intel prevede infatti di portare gli Atom nel cuore del computing BMW e Mercedes (motore Linux).

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