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In difesa di WebM

Google da vita alla WebM Community Cross License, cui hanno aderito 16 società che concederanno liberamente brevetti legati a WebM.

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La montagna che Google ha deciso di scalare con il lancio di WebM è altissima, ma un forte aiuto potrebbe giungere ora da un’iniziativa lanciata proprio dal colosso di Mountain View, che annuncia la nascita della WebM Community Cross License. Fine ultimo di tale progetto è la liberazione da ogni brevetto del nuovo standard proposto per la multimedialità in Rete.

L’obiettivo di Google è difatti quello di creare un codec utilizzabile da chiunque, senza costi di licenza dovuti a brevetti utilizzati dalle tecnologie in questione. La creazione della WebM Community Cross License è dunque un invito per tutti coloro che desiderano cooperare alla diffusione di WebM a farsi avanti, concedendo liberamente tutti i brevetti in proprio possesso che potrebbero rivelarsi utili per il codec. Un invito che, a quanto pare, è stato raccolto da 16 diverse società, tra cui figurano colossi del calibro di Mozilla, Opera Software, Samsung, LG, Matroska, STM, AMD e Logitech.

Ogni azienda che aderirà al programma metterà sul piatto il proprio contributo, cui potranno attingere tutti coloro che desidereranno utilizzare WebM per i contenuti multimediali da distribuire in Rete. Gli accordi sottoscritti creano dunque un patto d’acciaio utile sia alle società aderenti, che potranno così evitare bagarre legali, sia al codec in quanto tale, che potrà dimostrare nero su bianco la propria natura libera e godere dunque di maggiore appeal agli occhi di coloro che sono alla ricerca di una soluzione economica per la produzione di materiale audio/video.

L’adesione da parte di nomi importanti del mondo tecnologico, alcuni dei quali detentori di diversi brevetti legati alla multimedialità, rappresenta inoltre uno smacco alle intenzioni del consorzio MPEG LA di stroncare sul nascere l’ascesa di WebM. Mettendo a disposizione licenze gratuite per tutti coloro che ne faranno richiesta, la WebM Community Cross License fa venir meno quello che è il principale capo d’accusa con il quale l’ente che gestisce le royalty legate allo standard H.264 vuole abbattere la minaccia WebM.

Fonte: CNet • Notizie su: