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Anonymous, il prossimo obiettivo è Facebook

Un messaggio video comparso su YouTube lascia intuire l'intenzione da parte degli Anonymous di attaccare Facebook il prossimo 5 novembre.

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«Partecipa alla causa ed uccidi Facebook per il tuo bene e la tua privacy»: con queste parole gli Anonymous hanno dato il via a quella che nelle prossime settimane potrebbe assumere i contorni di una vera e propria guerra nei confronti del social network più famoso della Rete. Il tutto, però, sembrerebbe essere il frutto dell’azione di una piccola cerchia di hacktivisti e non un’azione ufficiale da parte del gruppo.

La nuova dichiarazione di guerra da parte degli Anonymous parte da un video caricato su YouTube tramite l’account FacebookOp (e non dall’account ufficiale del gruppo) lo scorso 16 luglio, ma divenuto virale soltanto nelle ultime ore. Il messaggio è piuttosto chiaro: nella giornata del prossimo 5 novembre avverrà un attacco nei confronti di Facebook, causato da un comportamento non cristallino da parte del social network in materia di privacy e riservatezza degli utenti iscritti al social network.

Sebbene quanto accaduto rappresenti una minaccia da non sottovalutare, secondo Eugene Kaspersky, CEO della società di sicurezza Kaspersky Lab, la notizia sarebbe in realtà una bufala: nonostante la voce sia piuttosto simile a quella utilizzata nei precedenti messaggi video firmati dagli Anonymous, infatti, l’assenza di un qualunque riferimento al video o all’attacco in sé nei canali ufficiali del gruppo lascerebbe presumere un tentativo di emulazione da parte di un qualche gruppo non legato con gli Anonymous.

La verità potrebbe però stare nel mezzo: sebbene non pubblicizzata direttamente, l’idea dell’aggressione nei confronti di Facebook potrebbe esser nata da una cellula del gruppo convinta che il comportamento da parte dei vertici del social network non tuteli la privacy degli utenti. Nel video, inoltre, Facebook viene accusato di aver venduto informazioni ai governi di Siria ed Egitto nel corso delle rivolte popolari degli ultimi tempi, al fine di facilitare le repressioni da parte degli organi militari.

Fonte: eWeek • Via: PCWorld • Notizie su: