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Il Kindle Store torna su iPad

Amazon ha lanciato una webapp ottimizzata per iPad con la quale consentirà l'accesso al Kindle Store dal tablet di Cupertino.

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Il negozio di libri in formato digitale targato Amazon torna nuovamente su iPad: dopo aver dovuto abbandonare momentaneamente il tablet di Cupertino a causa di alcune violazioni dei termini d’uso dell’App Store, infatti, il Kindle Store vede l’ingresso sulla scena di una propria edizione ottimizzata per tale device, accessibile mediante una webapp in HTML5 e, per il momento, soltanto dagli Stati Uniti.

Ad esser finita nell’occhio del ciclone nel corso del mese di luglio del 2011 è stata la funzionalità per l’acquisto di libri mediante la piattaforma del gruppo fondato da Jeff Bezos, la quale risultava essere in forte contrasto con l’iBookstore e dunque assolutamente vietata dalle policy della mela morsicata. Realizzando questa nuova edizione del proprio store, ospitata presso i propri server e dunque assolutamente indipendente dall’App Store, Amazon è riuscita dunque ad aggirare i paletti imposti da Apple e ad essere nuovamente presente sul tablet più venduto al mondo.

Il Kindle Store per iPad risulta essere ottimizzato per la consultazione in modalità panoramica, con un’interfaccia studiata ad hoc per essere utilizzata mediante un display touch. Gli utenti potranno così navigare all’interno del negozio scoprendo quali sono i titoli più gettonati, quali invece quelli consigliati dalla redazione del New York Times, visualizzarne un’anteprima direttamente all’interno del browser ed effettuarne eventualmente l’acquisto. I libri acquistati possono poi essere consultati mediante la webapp Amazon Cloud Reader, in quanto al momento non sembra esservi alcun riferimento diretto alla gestione dei libri mediante l’app ufficiale di Kindle per iPad.

La mossa di Amazon, insomma, rappresenta l’ennesima conferma di come diversi nomi dell’editoria digitale non intendano rinunciare alla propria presenza sulla tavoletta con su il logo della mela morsicata nonostante le ferree imposizioni da parte dell’azienda guidata da Tim Cook. La strada della realizzazione di una webapp autonomia in grado di fornire i medesimi servizi ma in maniera del tutto indipendente è stata già intrapresa da altri gruppi di primo piano, quale ad esempio il Financial Times, e quasi certamente verrà solcata nel corso dei prossimi mesi da ulteriori società alla ricerca di soluzioni differenti dagli acquisti in-app proposti da Apple.

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