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Smart Home, gli italiani vogliono privacy

Un sondaggio commissionato da Fortinet evidenzia le maggiori preoccupazioni degli italiani sulla smart home: riservatezza dei dati personali e sicurezza.

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Fortinet, azienda leader nella fornitura di soluzioni per la sicurezza di rete, ha divulgato i risultati del sondaggio “Internet of Things: Connected Home”, effettuato in 11 paesi da una società indipendente (GMI). La maggioranza delle persone contattate hanno espresso dubbi per quanto riguarda la privacy e la sicurezza offerte dai prodotti che permettono di realizzare una smart home, un’abitazione in cui elettrodomestici e dispositivi elettronici sono connessi ad Internet. La perdita dei dati è considerata il rischio principale dell’IoT, seguita da malware e accessi non autorizzati.

Sebbene il mercato IoT sia ancora agli albori, IDC prevede che il giro di affari raggiungerà i 7,1 trilioni di dollari entro il 2020. Molto presto, dunque, nelle nostre case ci sarà almeno un elettrodomestico “intelligente” – una lavatrice, un frigorifero o un condizionatore – che può essere controllato da remoto, ad esempio con uno smartphone. Il 53% degli italiani ritiene molto probabile che l’abitazione connessa diventi una realtà nei prossimi cinque anni. Il 55% degli interpellati nel nostro paese ha dichiarato però di essere estremamente preoccupato di un’eventuale violazione e divulgazione dei dati personali.

Il 42% degli italiani ritiene che la privacy sia molto importante, mentre il 62% non vuole che i propri dati siano raccolti segretamente dall’elettrodomestico e condivisi con terzi. Si pensi alla possibilità di creare una sorta di profilo, sulla base dei gusti alimentari, da sfruttare per inviare inserzioni pubblicitarie personalizzate, senza il consenso dell’utente. Per tale motivo, il 74% degli italiani vorrebbe che controllare direttamente i dati personali oppure scegliere i soggetti ai quali concedere l’autorizzazione all’accesso.

Secondo il 55% degli italiani, i produttori dei dispositivi sono i principali responsabili ai fini della sicurezza. Nel caso in cui venga scoperta una vulnerabilità in un dispositivo, il produttore deve rilasciare gli aggiornamenti. Il 23% ritiene che la protezione dovrebbe essere fornita dal router domestico, mentre il 21% dal provider Internet. Per entrambe le opzioni, il 42% degli intervistati sarebbe disposto a pagare di più (per un nuovo router o per il servizio Internet).

In tutti i paesi, quindi Italia compresa, il prezzo è stato considerato il fattore principale che influisce sulla decisione di acquisto dei dispositivi domestici connessi, seguito da caratteristiche/funzionalità e marchio del produttore. John Maddison, Vicepresidente Marketing di Fortinet, ha dichiarato:

L’Internet of Things promette molti vantaggi per gli utenti finali, ma presenta anche serie sfide in ambito di sicurezza e privacy dei dati. Per superare questi ostacoli sarà necessario implementare in modo intelligente diverse tecnologie di sicurezza, incluse autenticazione delle connessioni remote, reti private virtuali tra gli utenti finali e le loro abitazioni, protezione da malware e botnet, e sicurezza delle applicazioni, on premises, nel cloud e come soluzione integrata da parte dei produttori di dispositivi.