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Windows 10, dove 10 è quasi tutto

Una immagine proveniente da Microsoft potrebbe spiegare il significato del numero "10" nel nome "Windows 10": il numero potrebbe significare molto di più.

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Una delle prime e più evidenti peculiarità di Windows 10 è il nome: è stato chiaro fin da subito. Mentre tutti si attendevano il grande annuncio di Windows 9, infatti, Microsoft ha stupito il mondo intero saltando la cifra più gettonata per atterrare sul 10.

Le possibili interpretazioni si sono subito sprecate: il numero della perfezione, oppure semplicemente un modo per evidenziare il doppio passo in avanti che Microsoft intende compiere con la nuova release? L’abbandono del vicolo cieco di Windows 9 per imboccare una strada nuova in doppia cifra? L’analisi di una delle immagini diramate dal gruppo suggerisce però anche una possibile altra interpretazione, molto più concreta e meno legata a semplici interpretazioni numerologiche.

La possibile chiave di lettura ulteriore è tutta nell’immagine, di provenienza Microsoft (ed alla quale sono stati soltanto aggiunti i piccoli numeri in bianco), nella quale il team di Redmond ha voluto riassumere l’intero corpus dei device su cui potrà girare Windows 10. Ed il conto è presto fatto: i form factor abilitati sono esattamente 10.

Ecosistema Windows 10

L’intero corpus dei device compatibili con Windows 10

Una piattaforma, dieci device

Nell’ordine:

    1. Arduino, IoT
    2. Smartphone
    3. Phablet
    4. Tablet 7″
    5. Tablet 10″
    6. Ibridi
    7. Laptop/All-in-one
    8. Desktop
    9. TV con Kinect
    10. Display touchscreen

Se l’analogia numerica può essere del tutto casuale, o può non essere all’origine vera e recondita del nome, allo stesso modo non può invece essere casuale l’elenco prodotto da Redmond. Ogni singolo device nell’immagine ha infatti dettagli molto precisi, con i quali è possibile carpire qualcosa di più specifico sul grado di adattamento per cui Windows 10 è stato pensato.

L’interfaccia è la medesima, declinata però in vario modo: in ottica Windows Phone per i dispositivi con minor diagonale di display, con nuovo menu Start sui tablet da 10 pollici, con doppia versione (desktop o Modern) sugli ibridi in stile Surface, in tradizionale versione desktop per le linee laptop o da scrivania, quindi con interfaccia divisa in Tile su tv comandate a gesti di fronte a Kinect. Il decimo formato appare meno intuitivo, ma probabilmente pensato per grandi display con interazione touch, sui quali compaiono le icone Office, Windows e OneDrive.

Uno per tutti, o quasi

Se l’idea da trasmettere era quella di una piattaforma sola per 10 supporti differenti, l’effetto è riuscito: un sistema operativo per auto-adattarsi al dispositivo in uso, pur fornendo accesso alle medesime applicazioni ed ai medesimi servizi, è esattamente ciò a cui Microsoft ambisce con il nuovo corso di Satya Nadella. Il numero 10 viene ad assumere in questo contesto una funzione strutturale, tutt’altro che teorica, ma ben radicata nella natura stessa dell’obiettivo finale del progetto di sviluppo. Tuttavia dallo schema si evince altresì una mancanza che potrebbe significare molto: non è elencato alcun dispositivo indossabile.

Se il silenzio su questa categoria ha un significato, questo potrebbe essere quello per cui Windows 10 è il medesimo su ben 10 formati, mentre tutto quel che è wearable potrebbe dialogarvi partendo però da un software più semplice e non omologabile con tutto il resto. Il messaggio sarebbe comunque chiaro: “one platform” da Arduino ai televisori significa davvero una scommessa forte in favore di utenza e developer, creando una ambiente unico all’interno del quale vivere la propria professione, il proprio tempo libero, i propri viaggi, le proprie amicizie, la propria vita.

Un nome, una ambizione

Il nome Windows 10 potrebbe nascere da tutt’altro e la coincidenza potrebbe essere frutto di mera casualità. In attesa di una spiegazione ufficiale, però, questa chiave di lettura ha se non altro il vantaggio di offrire uno spaccato reale di quel che Windows 10 ambisce ad essere. E gli obiettivi sono tutti snocciolati all’interno di una sola immagine, partendo da una piccola scheda per finire a un grande display, passando per smartphone, tablet, laptop e altro ancora. L’era post-pc, secondo Microsoft, è questo: non un mantra per debellare il ruolo del PC, ma una dimensione nella quale l’idea del PC diventa totalizzante. L’idea diventerà ambizione con le prossime release consumer a inizio 2015, per poi diventare vera e propria scommessa a metà dell’anno venturo, quando Windows 10 esordirà ufficialmente sul mercato.

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