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Fotografia: cos’è una reflex

Specchio, otturatore, sensore, diaframma, sensibilità ISO ed esposizione: alcune nozioni di base sulla fotografia, in particolare con i dispositivi reflex.

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Con fotocamera reflex si intende un apparecchio fotografico che permette a chi lo utilizza di osservare, attraverso un mirino, l’immagine esatta che verrà impressa sul sensore (o sulla pellicola nel caso dei modelli analogici) al momento dello scatto. Questo è reso possibile dall’impiego di un piccolo specchietto presente nel corpo macchina posizionato a 45 gradi rispetto all’obiettivo, che appunto riflette (da qui il nome) la luce verso un pentaprisma e la direziona infine all’occhio del fotografo.

Per meglio capire il funzionamento di una reflex è possibile osservare lo schema allegato di seguito, che raffigura tutte le componenti incluse in una reflex rappresentate in sezione. La luce passa attraverso le lenti dell’obiettivo (1), prima di essere riflessa dallo specchio (2) e proiettata sullo schermo opaco per la messa a fuoco (5), dopodiché attraversa una lente di condensazione (6) ed entra nel pentaprisma (7), che a sua volta la direziona all’occhio del fotografo facendo comparire l’immagine nel mirino (8).

Quando si preme il pulsante di scatto lo specchietto (2) ruota verso l’alto lasciando passare la luce. Nello stesso momento l’otturatore (3) si apre e la luce arriva ad impressionare il sensore (4), permettendo così di salvare l’immagine su pellicola oppure sulle schede di memoria nel caso degli apparecchi digitali.

Le componenti integrate nel corpo macchina di una fotocamera reflex, viste in sezione

Le componenti integrate nel corpo macchina di una fotocamera reflex, viste in sezione (immagine: Wikipedia).

La qualità e lo stile di un’immagine possono essere determinate da diversi fattori, ovvero dalle impostazioni che il fotografo è chiamato a regolare prima di premere il pulsante di scatto e avviare il meccanismo descritto poc’anzi. Tra questi ci sono la sensibilità ISO, la velocità dell’otturatore e l’apertura del diaframma, che insieme determinano l’esposizione, ovvero la quantità di luce che durante il processo viene assorbita dal sensore.

Agire su questi tre valori consente, ad esempio, di mettere perfettamente a fuoco un volto sfocando ciò che lo circonda (come accade tipicamente nei ritratti), scongiurare l’effetto mosso quando si cerca di immortalare soggetti in rapido movimento oppure evitare che il viso di una persona risulti troppo scuro (o per meglio dire sottoesposto) quando si scatta in controluce. È ovviamente possibile lasciare che sia la fotocamera a stabilire le regolazioni dei tre parametri mediante complessi automatismi e algoritmi di analisi dell’ambiente, ma imparare a impostarli in modalità manuale permette di ottenere esattamente il risultato voluto, indipendentemente dalle condizioni di illuminazione e da altri fattori che altrimenti potrebbero rappresentare un potenziale ostacolo.

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