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MercExchange: eBay non usi più ‘Buy it now’

MercExchange, in contenzioso da alcuni anni con eBay per via di alcuni brevetti, ha chiesto ad un giudice di impedire al portale di aste online l'utilizzo del pulsante 'Buy it now' riaprendo così un caso che la Corte Suprema sembrava aver seppellito

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Nuovo capitolo per quanto riguarda la causa giudiziaria intentata da MercExchange nei confronti di eBay con l’accusa di aver violato tre suoi brevetti. Il giudice dovrà stabilire se MercExchange sia autorizzata ad emettere una ingiunzione permanente nei confronti del portale di aste online.

Il soggetto della vicenda è la piccola MercExchange, compagnia di Great Falls, in Virginia, la quale ha fatto causa ad eBay accusandola di aver violato tre brevetti, tra cui il servizio “buy it now” (compralo subito) in grado di permettere all’acquirente di scavalcare le normali procedure d’asta (nelle quali vince chi fa l’offerta più alta) e di comperare direttamente il prodotto ad un prezzo stabilito in precedenza dal venditore. La vicenda ha inizio nel 2001, anno in cui eBay è stata condannata in primo grado senza aver però ricevuto l’ordine di sospendere il servizio. La società di aste online ha così presentato ricorso alla Corte d’Appello, la quale ha nuovamente dato ragione a MercExchange. Nel corso del 2006 la vicenda ha però subito una svolta: la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dato ragione a eBay, ribaltando così l’esito del giudice di primo grado. Secondo la corte, MercExchange non avrebbe potuto emettere una ingiunzione permanente nei confronti di eBay, nonostante la sua comprovata colpevolezza.

Ora il caso si riapre, e sarà compito del giudice del tribunale federale Judge Jerome B. Friedman, stabilire se MercExchange sia autorizzata a emettere o meno l’ingiunzione permanente oggetto del contendere. Friedman non ha per il momento rilasciato dichiarazioni sulla richiesta da parte di eBay di fermare l’azione giudiziaria finchè l’ufficio federale deputato al controllo dei brevetti non abbia completato la riesamina del brevetto, un processo che secondo i legali della società di Great Falls potrebbe richiedere anche 10 anni.