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Facebook, esposti i dati di 3 milioni di utenti

L'app myPersonality avrebbe raccolto informazioni su milioni di utenti di Facebook mettendole a disposizione attraverso un sito web poco sicuro.

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Per Facebook sarebbe in arrivo un nuovo scandalo sull’utilizzo illecito dei dati molto simile a quello di Cambridge Analytica. Secondo New Scientist, i dati di più di 3 milioni di utenti di Facebook che hanno fatto un quiz sulla personalità sono stati pubblicati su di un sito web scarsamente protetto a cui potrebbero facilmente accedere persone non autorizzate. Secondo la fonte, questi dati contengono le risposte ad uno specifico test sulla personalità condotto nel corso degli anni all’interno del social network. Sebbene non siano inclusi i nomi di chi ha effettuato questo test, si troverebbero informazioni come età, sesso e stato della relazione.

Inoltre, per circa 150 mila di questi utenti sarebbero riportati anche dati come il loro aggiornamento di stato. Questi dati dovrebbero essere accessibili solamente ad un gruppo di ricercatori approvati attraverso uno specifico sito web. Tuttavia, la fonte afferma di aver scoperto che è possibile trovare online in meno di un minuto username e password per accedere a questi dati. A causa di questo sistema di protezione molto fragile, chiunque potrebbe essere in grado di poter accedere a queste delicate informazioni. I dati sono stati raccolti da un test psicologico chiamato myPersonality. Circa la metà dei 6 milioni di partecipanti al test ha dichiarato di aver permesso che le informazioni fossero anonimamente condivise con i ricercatori.

Il team dietro a myPersonality consente a qualsiasi ricercatore che ha accettato di utilizzare i dati in modo anonimo di registrarsi per accedere alle informazioni che sono state raccolte. In totale, sarebbero state autorizzate 280 persone. Tra queste anche alcuni dipendenti di Facebook.

Quanto scoperto avrebbe molti punti in comune con lo scandalo di Cambridge Analytica. In entrambi i casi, i test sono stati inizialmente effettuati dai ricercatori dell’Università di Cambridge. Inoltre, Aleksandr Kogan, “padre” dell’app che ha portato allo scandalo di Cambridge Analytica, ha collaborato al progetto di myPersonality fino alla metà del 2014. Il progetto sembrerebbe essere iniziato nel 2009.

Non è chiaro, a questo punto, se i dati raccolti possano essere stati utilizzati in maniera inappropriata utilizzando le credenziali d’accesso facilmente reperibili online. Un portavoce di Facebook ha dichiarato a New Scientist che l’app è sotto indagine e che sarà bannata dalla piattaforma se il team si rifiuterà di collaborare o se venissero effettivamente ravvisate irregolarità.

L’app myPersonality è tra le 200 applicazioni che il social network ha sospeso provvisoriamente in attesa di verificare con attenzione il loro funzionamento e scoprire se utilizzano in maniera illecita i dati degli utenti.

Lo scandalo di myPersonality è sicuramente inferiore come portata a quello di Cambridge Analytica ma sarebbe l’ulteriore dimostrazione di come sia ancora troppo facile accedere ai dati delle persone sul social network.

Fonte: The Verge • Immagine: hanibaram via iStock