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Google, dalla Francia multa da 50 milioni di euro

Google riceve una nuova maxi multa da 50 milioni di euro dalla Francia per non aver informato a dovere gli utenti sull'utilizzo dei dati personali.

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Poco dopo l’annuncio della modifica alla politica sulla privacy in Europa per adeguarsi al Gdpr con il passaggio di testimone alla sede irlandese, Google riceve una nuova maxi multa (da 50 milioni di euro) dalla Francia. Il motivo? Secondo il Cnil – autorità francese che si occupa di proteggere i dati – il colosso di Mountain View non avrebbe informato a sufficienza gli utenti in merito all’utilizzo dei dati personali.

Oggetto della diatriba tra il colosso tecnologico e il governo francese la poca trasparenza nel dettagliare il consenso da parte dell’utente sul trattamento dei dati, soprattutto a scopi pubblicitari, che secondo il Cnil non sarebbe spiegato in maniera sufficiente non permettendo di fatto una facile comprensione dello stesso.

Difficile per chi utilizza le piattaforme di bigG risalire a come il colosso di Mountain View tratta i dati personali. Ad esempio, se un utente volesse sapere come vengono elaborati da Google i suoi dati per personalizzare gli annunci, il procedimento risulterebbe piuttosto macchinoso. Secondo il Cnil, inoltre, Google dovrebbe separare la creazione di un account Google dall’impostazione di un dispositivo: il consenso all’accoppiamento è illegale ai sensi del Gdpr.

Sull’azione intrapresa dal Cnil, il presidente di noyb -organizzazione non-profit europea dedicata alla difesa della privacy che aveva segnalato nel maggio 2018 i comportamenti poco chiari di Google e Facebook – Max Schrems ha dichiarato:

Siamo molto lieti che per la prima volta un’autorità europea per la protezione dei dati stia sfruttando le possibilità del GDPR per punire le chiare violazioni della legge. In seguito all’introduzione del GDPR, abbiamo scoperto che grandi società come Google semplicemente “interpretano la legge in modo diverso” e hanno spesso adattato solo superficialmente i loro prodotti. È importante che le autorità chiariscano che il semplice fatto di sporgere denuncia non è sufficiente. Siamo inoltre lieti che il nostro lavoro per proteggere i diritti fondamentali stia dando i suoi frutti. Vorrei anche ringraziare i nostri sostenitori che rendono possibile il nostro lavoro

La risposta di Google:

Le persone si aspettano da noi standard elevati di trasparenza e controllo. Siamo profondamente impegnati a soddisfare tali aspettative e i requisiti di consenso del GDPR. Stiamo studiando la decisione per programmare i nostri prossimi passi.

Fonte: Tech Crunch • Immagine: NicolasMcComber | iStock