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iPhone XR: avviata la produzione in India

Apple ha ufficialmente inaugurato la produzione di iPhone XR in India: è quanto dimostra uno scatto relativo a una confezione dello smartphone.

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Apple ha cominciato a produrre iPhone XR, lo smartphone colorato lanciato nel 2018, in India. L’indiscrezione è circolata insistentemente online la scorsa settimana, ma oggi arriva la prima conferma praticamente ufficiale: il Wall Street Journal, infatti, ha pubblicato una confezione del design riportante l’inequivocabile scritta “Assembled in India”.

Da tempo Apple ha deciso di investire in India, basti pensare come negli ultimi anni iPhone 6S sia stato prodotto proprio all’interno di questo Paese. Forse complici anche i dazi voluti da Donald Trump sulla Cina – sebbene non vi siano conferme ufficiali sulle strategie del gruppo di Cupertino – Apple ha deciso di produrre sempre in India anche iPhone XR.

L’impianto in questione sarebbe gestito da Foxconn, uno dei partner più famosi per il gruppo di Apple Park, e la produzione sarebbe già ben che avviata. Tanto che i primi esemplari di iPhone XR indiani stanno apparendo sul mercato, così come dimostrato dal giornalista del Wall Street Journal Newley Purnell.

Sebbene iPhone XR sia stato oggi superato da iPhone 11, lo smartphone rimane ancora particolarmente richiesto dai consumatori, sia per il suo design colorato che per le feature di punta, grazie a elevate performance garantite dal processore A12. Il prezzo lievemente inferiore rispetto proprio a iPhone 11, e la possibilità di sfruttarlo a lungo data una generazione hardware ancora decisamente recente, lo rendono infatti uno dei dispositivi Apple più ambiti, anche in vita dell’imminente tornata di vendite natalizie.

Nel frattempo, sembra che l’India stia rimuovendo molti dei paletti imposti in passato, soprattutto sul fronte della tassazione, per le operazioni di aziende estere in patria. A quanto pare, così come confermato anche dal governo di Narendra Modi, la nazione vorrebbe approfittare dello stallo tra gli Stati Uniti e la Cina: sempre più società tecnologiche stanno cercando alternative di produzione, poiché i dazi sulle importazioni a stelle e strisce rischiano di risultare troppo gravosi in termini di costi.