Incubo Feedburner per Google
Si moltiplicano online le segnalazioni dei malfunzionamenti legati a Feedburner, il sistema per la gestione dei feed oggetto di una complessa integrazione nei servizi di Google. Il team di sviluppo si difende, ma i disguidi sembrano continuare
Benché Google non abbia ancora rilasciato un comunicato ufficiale per fornire un quadro più preciso sull’attuale migrazione dei feed, il cofondatore di Feedburner Steve Olechowski, ora product manager per AdSense for feeds, ha rilasciato un’intervista al sito di informazione online Mashable fornendo alcun risposte ai tanti interrogativi circolati in Rete. Stando alle risposte fornite, l’attuale oscillazione nelle statistiche sul numero di sottoscrittori ai feed sarebbe dovuto a un aggiustamento degli algoritmi per il calcolo di tale parametro. Il numero fornito sugli abbonati non sarà probabilmente mai del tutto preciso, poiché non è semplice stabilire con certezza il numero di persone iscritte a un feed, mentre è molto più semplice calcolare quanti utenti aprano e leggano il feed con regolarità.
Google non ha ancora un piano preciso per l’integrazione delle statistiche sui feed nel suo Analytics. L’area di amministrazione di Feedburner fornisce comunque i dati statistici fondamentali sul proprio sistema RSS e, grazie ad alcuni nuovi server, fornisce informazioni maggiormente dettagliate rispetto a un tempo. Secondo Olechowski, la lentezza nell’aggiornamento di alcuni feed gestiti da Feedburner non sarebbe legata al servizio in sé, ma a qualcosa di malfunzionante alla fonte, laddove viene creato il feed RSS originale. Tuttavia, l’impegno di Google è ora orientato ad aumentare la capacità dei sistemi, consentendo a Feedburner di aggiornarsi con maggiore rapidità, consegnando così i contenuti con un ritardo minimo dalla loro pubblicazione.
Infine, la maggiore integrazione con AdSense consentirà ai produttori di contenuti di monetizzare maggiormente i loro feed, aumentando i ricavi legati all’advertising. Olechowski ha smentito le voci circolate online su un possibile calo degli introiti dovuto al nuovo sistema per gli annunci pubblicitari nei feed. In alcuni casi potrebbe semplicemente trattarsi di un’oscillazione nel numero di iscritti o di un periodo di necessario assestamento tra il sistema precedente di advertising gestito da Feedburner e il nuovo corso sotto le insegne di AdSense.
Nonostante le dichiarazioni rassicuranti di Olechowski, numerosi problemi legati alla transizione da Feedburner a Google sembrano rimanere ancora sul tavolo. Il termine ultimo per la migrazione dei feed, salvo imprevisti, è fissata per gli ultimi giorni del mese di febbraio. Terminato il complesso trasloco, il team di sviluppatori potrà dedicarsi all’implementazione di nuove funzioni per organizzare e gestire al meglio i propri feed RSS.
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