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Yahoo porta in Europa il suo Panama

Pronta la release europea del nuovo sistema di gestione della pubblicità contestuale alla ricerca del numero due del settore. Un rinnovamento che nel vecchio continente si attendeva dal 2003

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Yahoo ha prontamente risposto all’acquisizione di aQuantive da parte di Microsoft estendendo Panama, il suo sistema di gestione delle sponsorizzazioni contestuali alla ricerca, e portando il servizio in Europa. Panama, disponibile già da Ottobre negli Stati Uniti, non era ancora infatti presente nel vecchio continente: Yahoo non aggiornava il suo distaccamento pubblicitario europeo dall’acquisizione di Overture nel 2003, cosa che ha contribuito ad una perdita di 32 punti percentuali del titolo in borsa solo nell’ultimo anno.

Il nuovo sistema Panama promette una gestione più efficace della pubblicità, tutta incentrata sul raggiungimento degli “obiettivi”, cioè la trasformazione dell’utente in cliente e il click sul banner. Tra le innovazioni rispetto al passato c’è la possibilità per ogni inserzionista di inserire diversi tipi di pubblicità da mettere a rotazione per capire quale sia la più efficace e un sistema per testare diverse parole chiave da associare alla pubblicità per migliorare l’efficacia e il targeting su base locale. Le campagne dunque possono essere moderate o rese più aggressive in ogni momento dagli utenti stessi, cosa che non solo costituisce un’innovazione, ma soprattutto è una base per sviluppi futuri, anche in ottica mobile: «per rinnovare e rimpiazzare il vecchio sistema abbiamo avuto bisogno di una piattaforma completamente nuova, cosa che ci ha preso molto tempo» ha affermato a ITweek Richard Firminger direttore del search marketing per il Nord Europa: «stiamo sviluppando un sistema da zero in modo che sia robusto, veloce, scalabile e a prova di futuro».

Per il nuovo Panama si prospetta un compito di certo non facile, cioè quello di accorciare il gap con il numero uno della pubblicità contestuale, il sistema AdSense di Google: la forbice negli anni si è allargata a dismisura portando l’azienda di Mountain View a controllare il 75% dei proventi del settore nella sola Inghilterra (lasciando ai tre altri competitor quote intorno al 5%) con una crescita annua del 66% maggiore rispetto a Yahoo.

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