Inizia l’era del Blu Ray

Toshiba ha alzato bandiera bianca, dunque le porte del futuro si aprono per lo standard Blu Ray voluto da Sony. Tutto sul formato che porterà l’alta definizione nelle case di tutto il mondo e tutto, soprattutto, sui costi di questa lenta transizione

Spesso quando una nuova tecnologia sta per vedere la luce ci sono diversi produttori che insieme ne sviluppano esemplari diversi, la cosa tuttavia non sfocia sempre e necessariamente in una rivalità. Molte volte, infatti, gli standard sono così diversi da risolvere l’uno problemi che l’altro non riesce a gestire e viceversa, cosa che spiana la strada ad un accordo tra le parti per dare vita insieme ad un nuovo standard unico. Così accadde per i primi DVD, riuniti dal DVD Forum sotto un unico standard che gli ha garantito un più agile successo mentre per la seconda generazione non si è trovato il medesimo accordo.

Nell’agosto del 2005 fu data notizia che la Blu Ray Disc Association e il DVD Forum non erano giunti ad una sintesi e non ci sarebbe stato nessun formato unico ma due diversi standard che inevitabilmente si sarebbero dati battaglia fino alla morte di uno dei due. E all’inizio entrambi i player si erano mossi bene sul mercato dividendosi in maniera abbastanza equa l’appoggio di studi di produzione diversi, partner tecnologici (Microsoft da una parte Apple dall’altra) e device supportati.

Fu l’HD DVD di Toshiba ad arrivare primo sul mercato a causa dei molti ritardi di produzione del Blu Ray di Sony, un bel vantaggio che, con il senno di poi, fu mal sfruttato anche in virtù di un nome meno accattivante. HD DVD non fece immediata presa sul pubblico come Blu Ray e il vantaggio del primo arrivato fu ben presto colmato.

Il problema semmai era un altro e comune ad entrambi, cioè la difficoltà nel vendere i lettori. L’innovazione rispetto al DVD tradizionale non è infatti così grande (o almeno non grande come il salto che c’è stato da VHS a DVD), i prezzi abbastanza alti, i televisori HD poco diffusi e in più gli early adopters erano anche bene a conoscenza del fatto che era in corso una guerra di formati e che quindi conveniva non prendere posizione per non rimanere scottati.

I lettori si sono venduti nell’ordine delle centinaia di migliaia in tutto il mondo (molto poco) e la situazione sembrava poco propensa a smuoversi dato che le vendite continuavano a rimanere sostanzialmente paritarie. Anche dopo la massiccia uscita di molti titoli in alta definizione è cambiato poco. Il mondo della fruizione informativa, quello dell’istruzione, l’industria del porno e tutti gli altri focolai che solitamente fanno da apripista per le nuove tecnologie erano o restii ad iniziare o equamente divisi tra i due consorzi.

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