Inizia l’era del Blu Ray

Toshiba ha alzato bandiera bianca, dunque le porte del futuro si aprono per lo standard Blu Ray voluto da Sony. Tutto sul formato che porterà l’alta definizione nelle case di tutto il mondo e tutto, soprattutto, sui costi di questa lenta transizione

Per contestualizzare bene la sfida occorre fare un minimo di previsione per uno scenario probabile. Mentre il mondo del noleggio o dell’acquisto di DVD facilmente non cambierà rimanendo sostanzialmente quello che è (la più grande rivoluzione recente l’ha portata Netflix servizio comunque disponibile solo negli Stati Uniti), il mondo del download legale ancora deve mettere a punto tutto il suo modello di business e di fruizione.

In prima linea c’è Apple come è già stato per l’audio. Dopo un po’ di sperimentazione con i meccanismi della vendita dei film (che non va alla grande) da Cupertino intendono replicare il modello “hardware software” che ha dato il successo all’iPod e ad iTunes utilizzando la Apple TV, che nella seconda versione è un vero e proprio decoder stand alone che senza bisogno di computer si connette ad iTunes, affitta, scarica e visualizza sul televisore. Non è ancora il device perfetto ma poco ci manca, e se il parco film dovesse essere a livello del parco musicale sembra difficile che la Apple TV possa passare alla storia come un insuccesso.

Tuttavia c’è anche un altro elemento che sta ormai emergendo con forza dal contrasto tra contenuti materiali e immateriali e cioè che il materiale non sarà in ogni caso soppiantato dall’immateriale. Sempre di più è evidente come al fiorire di un consumo di intrattenimento sotto forma di file, questo sia per sua natura più economico, rapido ed episodico, sia in sostanza accettabile anche in una qualità leggermente inferiore. Ciò accade anche per l’esistenza stessa del supporto materiale che è più completo, più bello a vedersi e ad aversi. Succede dunque che pure se si scarica musica (legalmente o illegalmente) ci sono delle cose che una persona mediamente appassionata desidera possedere fisicamente, dei dischi o dei DVD che vuole essere sicuro di avere nelle libreria e saperli lì.

Succede quindi che autonomamente il mercato si vada differenziando proponendo contenuti in forma “degradata” attraverso i file, distribuiti rapidamente in rete a poco prezzo per una fruizione svelta e contenuti di qualità più alta attraverso formati fisici, conditi con foto, una bella grafica confezioni più costose e necessariamente in edizioni più limitate.

Dunque al momento sembra molto probabile che la guerra tra download e Blu Ray sarà non solo lunga e lenta ma anche “fredda” e destinata a non raggiungere una piena soluzione per resa di una delle due parti come è stata quella con HD DVD. Sarà con tutta probabilità solo una delle molte dimensioni in cui il digitale e la distribuzione a costo zero attraverso i file e la rete entrano sempre di più nel mercato dell’intrattenimento, l’unico dominato dal desiderio di fruizione e da quello di pagare poco, anzi niente.

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