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Asta 5G, i dettagli delle offerte iniziali

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha condiviso tutti i dettagli della prima giornata dell'asta per l'assegnazione delle frequenze del 5G.

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L’asta per l’assegnazione delle frequenze per il 5G in Italia è iniziata ufficialmente nella giornata di ieri con l’apertura delle buste contenenti le prime offerte. Il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), attraverso un comunicato, ha illustrato alcuni dettagli aggiuntivi sulla prima giornata dell’asta rispetto a quanto era emerso nella serata di ieri. Innanzitutto, il MiSE ha evidenziato che delle 7 società ammesse all’asta, solo 5 hanno effettivamente fatto delle offerte e cioè Iliad Italia, Fastweb, Wind Tre, Vodafone e Telecom Italia.

Open Fiber e Linkem, invece, non hanno presentato alcuna offerta. Il MiSE conferma l’assegnazione ad Iliad del lotto riservato in Banda 700 MHz per un importo pari a 676.472.792,00 euro, come previsto dalla delibera 231/18/CONS dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Per quanto riguarda gli altri lotti di frequenza in gara, nessuna offerta iniziale è stata presentata per la banda 700 SDL, nonché per il blocco specifico in banda 3600-3800 Mhz.

Il MiSE ha anche condiviso un’interessante tabella in cui sono riportate tutte le offerte presentate da Iliad Italia, Fastweb, Wind Tre, Vodafone e Telecom Italia che evidenzia come effettivamente Telecom Italia (TIM) sia l’operatore che al momento sta spingendo di più per tentare di aggiudicarsi il prima possibile le frequenze per poi iniziare a partire per la realizzazione della sua rete di nuova generazione.

Asta 5G, i dettagli delle offerte iniziali

MiSE (immagine: MiSE).

Asta 5G, i dettagli delle offerte iniziali[/caption]

Il prossimo appuntamento è per il 13 settembre alle ore 11 quando gli operatori ancora in gara potranno rilanciare le loro offerte. Il 5G è molto importante per gli operatori di telefonia mobile. Questo nuovo standard, infatti, grazie all’alta velocità e alle basse latenze è in grado di rendere possibili molti servizi oggi impensabili in diversi settori come le Smart City, la mobilità connessa, la sicurezza, la realtà virtuale e tanto altro ancora.

La sensazione, comunque, è che nessuno rimarrà a bocca asciutta e che tutti gli operatori italiani potranno iniziare molto presto a mettere in piedi la loro nuova infrastruttura di rete.

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