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Android 9 Pie, Battery Saver attivata da remoto

Google ha attivato da remoto la modalità di risparmio energetico su alcuni dispositivi con Android 9 Pie all'insaputa degli utenti.

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Android include una funzionalità molto utile che permette di ridurre il consumo della batteria quando il livello di carica scende sotto una determinata soglia. Diversi utenti hanno segnalato nel fine settimana che la modalità Battery Saver di Android 9 Pie è stata attivata da remoto. Google ha confermato l’accaduto, spiegando che si è trattato di un esperimento.

Quando la funzione di risparmio energetico è attiva, Android aggiorna i contenuti di un’app solo quando l’app viene aperta, non usa più i servizi di geolocalizzazione quando lo schermo è spento e impedisce le attività delle app in background. Inoltre la ricezione delle notifiche potrebbero essere posticipata. L’utente può impostare l’attivazione automatica, ad esempio quando il livello della batteria arriva al 15%. A differenza delle precedenti versioni del sistema operativo, Android 9 Pie riattiva la funzione quando lo smartphone viene staccato dalla presa di corrente.

Alcuni utenti hanno riscontrato anche un strano comportamento. La modalità Battery Saver è stata attivata con un livello di carica del 99%. Il problema è stato riscontrato sui Pixel, Essential Phone, Nokia 7 Plus e OnePlus 6. Sugli ultime due smartphone era installata la versione beta di Android 9 Pie. L’ipotesi iniziale era la presenza di un bug, ma Google ha comunicato che si è trattato di un test interno sulla funzionalità reso pubblico per errore. In pratica la modalità di risparmio energetico è stata attivata da remoto (il normale funzionamento è stato successivamente ripristinato).

Analogamente ad Apple, Google può forzare gli aggiornamenti e rimuovere app senza l’intervento dell’utente a scopo di sicurezza. Si scopre ora che l’azienda di Mountain View può anche modificare le impostazioni del sistema operativo. Ciò significa che il controllo remoto viene sfruttato per eseguire azioni su funzionalità che non richiederebbero nessuna connessione ad Internet. Ciò solleva qualche interrogativo sull’invasività di Google e il rispetto della privacy.