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Apple: primi modem 5G proprietari nel 2025

Apple svelerà i suoi modem 5G proprietari nel 2025, nel frattempo un report USA svela la frustrazione del gruppo nei confronti di Intel.

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Apple potrebbe lanciare i suoi primi modem proprietari 5G nel 2025, come conseguenza della rinuncia di Intel e della nuova partnership con Qualcomm. È quanto riferiscono diverse testate a stelle e strisce, sottolineando come i recenti intoppi vissuti dalla società di Cupertino abbiano dato ancora più spinta alla progettazione di soluzioni in-house.

Secondo quanto riferito da The Information, il progetto per dei chip 5G proprietari targati mela morsicata vede radici lontane. Pare, infatti, che Apple abbia manifestato a Intel la propria delusione già nel 2017: si vocifera che Johny Srouji, vicepresidente senior delle Hardware Technologies, durante un incontro si sia contrapposto proprio ai rappresentanti Intel, non soddisfatto dai prototipi forniti.

La frustrazione del gruppo di Cupertino si sarebbe manifestata nel constatare le ridotte performance dei primi chipset XMM 7560, progettati per la connettività LTE e ai tempi non ancora al pari delle soluzioni Qualcomm, nonostante quattro interventi di modifica da parte di Intel. Delusa dai risultati ottenuti, Apple avrebbe quindi cominciato a vagliare forniture alternative, inaugurando anche un piccolo team per la progettazione in-house di modem 5G per i futuri device targati mela morsicata.

Con l’accordo raggiunto nel mese di aprile tra Apple e Qualcomm, il gruppo di Cupertino è riuscito ad assicurarsi almeno sei anni di fornitura di chip 5G, con la possibilità di rinnovo per altri due anni. Una scelta che garantisce all’azienda tutto il tempo necessario per lo sviluppo e il testing di soluzioni proprietarie, in arrivo sul mercato nel 2025.

Nel frattempo, Intel ha deciso di abbandonare la produzione di modem 5G per il mercato degli smartphone, concentrandosi invece su altri fronti di questa tecnologia, come le soluzioni industriali di rete oppure device come robot, auto autonome e droni. Al momento, nessuna delle società citate ha commentato le indiscrezioni emerse sulla stampa statunitense.