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Un malware colpisce Google Immagini

Google Immagini è finito nel mirino di una banda di cracker, i quali hanno riempito le SERP di contenuti pericolosi per la sicurezza degli utenti.

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Immagini sotto attacco in casa Google: secondo quanto riportato da alcune società di sicurezza, infatti, il servizio fornito dal gigante di Mountain View per la ricerca di immagini nel web sarebbe finito nel mirino di un gruppo di malintenzionati, i quali avrebbero ideato un sistema in grado di sfruttare i click provenienti da Google Immagini per reindirizzare ignari visitatori verso apposite pagine.

Dopo aver compromesso un sito web già esistente, la banda avrebbe agito installando una serie di script in grado di riempire le pagine di contenuti automatici, sulla base delle query più gettonate registrate da Google Trends. Tali pagine hanno potuto così risalire le classifiche e piazzarsi tra gli altri risultati forniti dal motore di ricerca. Le immagini ivi presenti risultano dunque tra i principali risultati restituiti da Google Immagini: un click su tale immagine ha come effetto l’apertura della home page di un sito web di un falso antivirus, mettendo così a rischio la sicurezza degli utenti.

In poche settimane il gruppo di cracker è riuscito ad infettare oltre 5000 domini, molti dei quali aventi precedentemente ranking prossimo allo zero nelle SERP, ma improvvisamente schizzati ai vertici delle classifiche. Secondo le prime stime, sarebbero stati oltre 15 milioni i click effettuati dagli utenti sulle immagini infette nel corso dell’ultimo mese, a conferma dell’importanza delle chiavi di ricerca i cui risultati sono stati “sporcati” da questa infezione virale che ha contagiato una lunga serie di pagine web.

Tra le procedure suggerite dai diversi team di sicurezza che hanno preso in analisi il caso v’è in primo luogo la possibilità di ridurre il ranking delle pagine contenenti hot-link verso altri siti web: le pagine infette non contengono infatti di per sé le immagini incriminate, ma operano linkando quelle presenti su altri domini. Al momento il gigante delle ricerche ha annunciato di essere all’opera per porre rimedio ad una situazione che rischia di compromettere la sicurezza dell’utenza Google.

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