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Anonymous e LulzSec contro le banche italiane

Anonymous e LulzSec hanno dato il via ad #OpBancheAl Sicuro, per dimostrare le vulnerabilità dell'infrastruttura bancaria italiana.

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Il suo nome è #OpBancheAlSicuro ed è l’ultima iniziativa promossa da Anonymous e LulzSec in nome della libertà e della sicurezza dei cittadini. Ad essere prese di mira sono le banche italiane, considerate insufficientemente protette a livello informatico dai possibili pericoli provenienti da attacchi esterni. A testimonianza di tale tesi sono stati pubblicati alcuni stralci delle credenziali d’accesso di un account presente sull’unico server attaccato, scelto a caso tramite una ricerca su Google.

La nuova operazione firmata dalle due coalizioni ha quindi l’obiettivo di portare alla luce un problema di assoluta importanza quale la sicurezza informatica degli istituti di credito dello Stivale, le cui protezioni potrebbero non essere in grado di reggere ad attacchi criminali con chiare conseguenze per i clienti. Per dimostrare la vulnerabilità delle infrastrutture bancarie Anonymous e LulzSec hanno quindi provato ad attaccare il sito web di una delle tante banche italiane presenti online, riuscendo in breve tempo ad aggirare le misure di sicurezza ed ottenere accesso alle informazioni archiviate sui server.

L’aggressione è stata successivamente resa nota mediante un comunicato ufficiale pubblicato sul sito web PasteBin, da lungo tempo divenuto il canale di comunicazione preferenziale dei due gruppi in combinazione con Twitter. «In soli 15 minuti di attivita’ di ricerca su una banca presa a “casaccio” con una ricerca su google siamo entrati in possesso del portale della stessa» si legge nella nota, che prosegue: «Come è possibile? Di chi è la colpa? La colpa è di noi cittadini: stiamo offrendo i nostri beni e il nostro denaro a delle società incompetenti. Non è possibile che una banca e ripeto una banca sia “penetrabile” in 15 minuti.»

Le due coalizioni hanno quindi precisato come il reale scopo di tale attacco non sia quello di sottrarre informazioni personali ai clienti dell’istituto di credito preso di mira, per cui non esiste al momento alcun pericolo per essi. Nelle righe successive sottolineano tuttavia come un simile attacco possa essere replicato senza alcun problema da bande di criminali, con conseguenze nefaste per i conti correnti dei clienti.

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