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YotaPhone 2 provato in anteprima

YotaPhone 2 provato con mano: è l'innovativo smartphone a due facce con un esclusivo schermo posteriore per ampliarne le possibilità di utilizzo.

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Non è semplice rivoluzionare il mondo della telefonia, infatti, ormai gli smartphone si sono standardizzati intorno a un singolo fattore di forma: parallelepipedo sottile con ampio schermo frontale sensibile al tocco. Ma il brand russo YotaPhone ha provato ugualmente a dare una scossa al settore, proponendo un terminale che, se non rivoluziona il settore, almeno gli assesta una bella scossa. Si chiama YotaPhone 2.

Grazie al secondo schermo posteriore vengono quasi ridefiniti i canoni del moderno design potendo, di fatto, utilizzare lo smartphone su due lati. YotaPhone 2 è un terminale a “due facce” che, per caratteristiche intrinseche, può diventare il perfetto compagno di viaggio di chi si muove spesso per lavoro.

Design

Se non si prende in considerazione il secondo display posteriore, il design è quanto di più tradizionale e, per certi versi anonimo, si possa trovare: monoblocco in materiale plastico con bordi arrotondati, occupato sul lato frontale da un ampio schermo AMOLED da 5 pollici con risoluzione Full HD; processore quad core SnapDragon 800 da 2,2 GHz con 2 Gb di RAM e 32 Gb di capacità interna; connettività 4G/LTE, con Wi-Fi, Bluetooth 4.0, NFC e aGPS; fotocamera posteriore da 8 Megapixel con flash LED e autofocus e frontale da 2 Megapixel; batteria da 2.500 mAh con ricarica wireless; sistema operativo Android 4.4 KitKat.

Ma girato lo YotaPhone 2 arriva la sorpresa: un sorprendente schermo Electronic Paper da 4,7 pollici, con risoluzione di 960×540 punti e 16 livelli di grigio, full touch capacitivo e con protezione Corning Gorilla Glass 3. I due schermi lavorano in armonia, inoltre la presenza del secondo EPD non pregiudica ne lo spessore né il peso, rispettivamente di 8,9 mm e 145 grammi.

Seconda faccia

Si aprono così potenzialità quasi finora sconosciute per un potente smartphone di fascia alta. Tre sono gli obiettivi che si sono posti i designer e ingegneri di YotaPhone e, dopo la prima prova in anteprima, è possibile affermare che sono stati raggiunti: autonomia elevatissima; massima leggibilità sotto la luce diretta del sole; gestione ottimizzata di tutti i possibili task che interessano l’attività professionale.

Se l’utilizzo tradizionale è assimilabile a un qualsiasi smartphone di gamma alta con lo stesso corredo hardware e software, la sorpresa e al tempo stesso il piacere nell’uso arriva girando il terminale.

È infatti possibile accedere velocemente e comodamente alle funzioni principali del telefono, quelle che si tende a dimenticare in un mondo dominato dalle app e dai widget: rubrica, chiamate, messaggistica, mail, calendario, meteo locale. È una sorta di ritorno indietro nel tempo, ai PIM (Personal Information Manager), di grande aiuto per chi lavora in movimento, con il plus di una tecnologia molto più moderna e prestante. L’ampio schermo AlwaysOn da 4,7 pollici, anche se con “soli” 16 livelli di grigio, visualizza sempre e chiaramente tutti i contenuti più importanti in una singola schermata, senza dover riattivare il telefono con gesture o inserendo codici numerici. La leggibilità è ottima con un’illuminazione almeno buona, mentre con luce scarsa il display diventa quasi inutilizzabile non essendo retroilluminato.

Galleria di immagini: YotaPhone 2, le immagini

App dedicate

Molte sono le possibilità del secondo schermo, grazie anche ad alcune applicazioni sviluppate appositamente e che puntano soprattutto sull’incremento dell’autonomia operativa. Yotamirror permette di utilizzare qualsiasi app Android – come Spotify per la musica, Amazon Kindle per la lettura o WhatsUp per la messaggistica – sul display AlwaysOn, mentre YotaCover usa un’immagine, opportunamente ottimizzata per dimensioni e livelli di grigio, come una vera e propria cover del telefono, nascondendo le informazioni personali ma permettendo comunque di visualizzare le notifiche.

Le più interessanti sono però YotaEnergy, che trasferisce automaticamente tutte le funzioni fondamentali – incluse chiamate e messaggi – sul display AlwaysOn non appena la batteria raggiunge il 15% garantendo sino a otto ore e mezzo di autonomia supplementare, e Life After Death che visualizza informazioni importanti – una mappa, il luogo di un incontro o una carta d’imbarco – anche quando la batteria del telefono sarà completamente esaurita. Un evento remoto, poiché YotaPhone promette di estendere l’autonomia di almeno una giornata lavorativa una volta che viene attivata la funzione YotaEnergy.

Conclusioni

Una volta presa dimestichezza con lo schermo AlwaysOn, è veramente difficile abbandonarlo, salvo che non si utilizzi lo YotaPhone 2 come terminale multimediale, per il gaming, o per godere di un’alta definizione e di colori vivaci anche nella consultazione e nell’aggiornamento dei propri profili social. Nelle tipiche situazioni lavorative invece il connubio tra accesso immediato e facilitato ai task principali e alle notifiche, schermo reattivo e ben leggibile in ambienti ben illuminati o all’aperto, e un’autonomia della batteria da primato, promette una soddisfazione nell’utilizzo finora quasi sconosciuta.

YotePhone 2 è in vendita da dicembre, a un prezzo di 749 euro, presso i punti vendita Ingram Micro e Mondadori MegaStore, oltre ai negozi Vodafone, unico operatore di telefonia con cui il brand russo ha preso accordi per la commercializzazione nel nostro Paese.