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Semacode e l’arte di taggare gli oggetti

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Taggare contenuti in Internet è ormai pratica consolidata, spesso necessaria, per moltissimi blogger e navigatori.

Spostare, come in questo caso, modalità tipiche del mondo dei bit in quello reale, può far nascere esperimenti interessanti. E’ il caso dei Semacode, codici grafici bidimensionali che, una volta posti su degli oggetti, li taggano con una URL che può essere usata per reperire facilmente informazioni su di essi.

L’idea di fondo è semplice e sono disponibili, già da adesso, interessanti applicazioni: una tra tutte è Semapedia, un progetto che si pone l’obiettivo di collegare elementi del mondo reale con URL che rimandi alla loro spiegazione presente su Wikipedia.

Tra i punti di forza di questi Semacode, la possibiltà di essere letti e decodificati grazie alla camera presente sui palmari o cellulari, come spiegato su solopalmari.com.

A cosa si potrebbe arrivare se combiniamo questa tecnologia con la possibilità di collegarsi a Internet in mobilità (UMTS o Wi-Fi)?

Non occorre sforzarsi molto per pensare di taggare in maniera discreta documenti ed essere informati su tutto ciò che li riguarda.

Oppure taggare le strade con l’URL di Google Maps e geolocalizzarsi senza bisogno di alcun GPS.

C’è un cinema o un teatro taggato nelle vicinanze? Un attimo e si ricava il programma degli spettacoli. Che dire di questa linea di prodotti della Denim? Se poi il tag riporta un collegamento ad un social-network su locali e attrazioni turistiche, possiamo sapere cosa dice il popolo della rete di quel posto prima di entrare e scoprirlo da se, rischiando magari brutte soprese.

Insomma, le applicazioni sembrano davvero infinite… Voi cosa ne pensate? Come impiegereste questi semacode?