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Qik, lo streaming dal cellulare alla rete

La nuova versione migliorata di Qik debutta in beta e promette di consentire a chiunque abbia un telefono con sistema operativo Windows Mobile o Symbian S60 di trasmettere video in streaming senza intoppi anche su siti terzi grazie al nuovo player

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È partita la prima beta aperta al pubblico di Qik, un’applicazione per telefoni cellulari in grado di fare streaming video in diretta dal telefono alla rete garantendo un flusso di dati sui cellulari abilitati senza intoppi (si calcola una latenza tra il mezzo secondo e i tre secondi).

Si tratterebbe di una rivoluzione (potenziale) non da poco. Fino ad ora il video in rete domina nella versione video on demand, cioè in quella scaricabile o visibile in ogni momento, ma non in quella live. Lo streaming arranca sia nella forma della diretta sia in quella di software come Joost o Babelgum, sia infine in servizi lanciati da grandi nomi come YouTube.

Qik promette di portare lo streaming di dati in mano a tutti (coloro i quali hanno un piano tariffario per il traffico dati adeguato), anche se per il momento si tratta di un servizio riservato al mercato statunitense e per sistemi operativi Windows Mobile e Symbian S60 (più un alpha per iPhone). La nuova beta aggiunge la possibilità di creare dei gruppi, all’interno dei quali alcuni membri possono caricare e altri guardare, e la possibilità di creare “eventi” (gruppi con scadenza incentrati su un accadimento particolare).

Molto forte poi è la connessione con i principali social network, da Facebook a MySpace fino ad Orkut, Twitter e YouTube, anche perchè al momento il 60% dei video prodotti e distribuiti con Qik sono fruiti su siti terzi. Non stupisce allora che con la nuova beta sia arrivato anche un player con tanto di embed.

«Abbiamo lavorato duro per mantenere la posizione di leadership di Qik nel mercato del mobile streaming» ha dichiarato Ramu Sunkara in un comunicato stampa «Dunque siamo elettrizzati all’idea di poter offrire Qik a chiunque voglia fare streaming di video dal vivo dal proprio telefono o voglia partecipare alla comunità».