Obama, marketer dell’anno

La prestigiosa Ad Age (o AdvertisingAge: vedi adage.com/), prima ancora che fosse eletto Presidente degli Stati Uniti, ha nominato Barack Obama “marketer dell’anno 2008”.Un breve ma interessante articolo di Matthew Creamer discute il posizionamento di Obama rispetto ai “marchi” che lo seguono nella classifica: Apple, Zappos, Nike, Coors e… McCain.In effetti, si è già iniziato

La prestigiosa Ad Age (o AdvertisingAge: vedi adage.com/), prima ancora che fosse eletto Presidente degli Stati Uniti, ha nominato Barack Obama “marketer dell’anno 2008”.

Un breve ma interessante articolo di Matthew Creamer discute il posizionamento di Obama rispetto ai “marchi” che lo seguono nella classifica: Apple, Zappos, Nike, Coors e… McCain.

In effetti, si è già iniziato a parlare del “caso Obama” come di un “case study” da manuale, non solo per chi si occupa di marketing elettorale e politico. Sono oggetto di discussione il logo, la creazione di un “brand Obama”, le strategie di merchandising e, soprattutto, la complessa e pervasiva campagna di comunicazione su Internet (dal successo dei “viral video” alla capacità di raggiungere numerose comunità attraverso distinte piattaforme di social networking).

Tra le opinioni più diffuse, c’è quella secondo cui Obama sarebbe riuscito a far sentire i potenziali elettori protagonisti e coautori di un cambiamento epocale. Certo è che, a due giorni dal voto, nella parte sinistra della Home page del suo sito campeggiava un grande “YOU” (nella scritta “Volunteer near YOU”), con la “O” ripresa dal suo simbolo (il sorgere del sole); nella parte sinistra della Home page di McCain si poteva vedere un video sulla vita del candidato, con immagini relative a una gioventù guerriera tanto celebrata quanto lontana nel tempo. Obama è riuscito a traslare il bisogno di mito prospettando una nuova frontiera alla cui conquista tutti erano chiamati; McCain ha invece proposto se stesso come testimone e garante della mitologia tradizionale.

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