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Spagna, 1Mbps di banda nel Servizio Universale

Due importanti interventi stanno per cambiare il quadro di Internet in Spagna. Innanzitutto entro il 1 Gennaio 2011 il Servizio Universale prevederà la fornitura di 1Mbps di banda per tutti; inoltre il Governo sta per muoversi contro la pirateria musicale

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La Spagna è uno dei pochi paesi in Europa a contendere ancora all’Italia le posizioni di peggior prestigio nella classifica dei paesi con maggior penetrazione della Banda Larga. L’intera Europa meridionale, infatti, sembra in difficoltà con Spagna, Italia e Grecia a comporre il quadro più problematico dell’intera UE. Mentre in Italia ancora si discute su scorporo e fondi, però, in Spagna si sta per compiere un fondamentale passo avanti nella direzione dell’azzeramento del digital divide: la banda sta per entrare nel novero dei diritti/doveri previsti dal Servizio Universale.

L’annuncio è giunto da Miguel Sebastian, Ministro dell’Industria spagnolo, il quale ha quantificato in 1Mbps il quantitativo di banda che presto entrerà nel Servizio Universale diventando al tempo stesso un diritto sacrosanto del cittadino ed un dovere oneroso per chi gestisce la rete. Secondo quanto indicato in occasione del III Forum Internazionale dei Contenuti Digitali (FICOD 2009), insomma, ogni singola abitazione dovrà essere rifornita non soltanto con il tradizionale servizio telefonico, ma anche con un minimo accettabile di banda così da permettere l’accesso alla Rete. 1Mbps non è sicuramente un obiettivo di grande portata, ma è significativo poiché sancisce anzitutto il riconoscimento di un diritto; inoltre obbliga le Telco all’investimento, dal quale potrebbero risultarne obiettivi ancor migliori (1Mbps è infatti ovviamente un limite minimo).

L’inizio della nuova era è previsto per il 1 Gennaio 2011: a partire da questa data ogni cittadino potrà esigere il rispetto del proprio diritto a vedersi dotato di 1MB di banda. Per le aziende attive sulla rete rimangono pertanto 13 mesi per intervenire sulla Rete, apportando ove necessario le modifiche strutturali adeguate. Tramite l’associazione Redtel (ONO, Telefonica, Vodafone, Orange), però, i grandi gruppi si sarebbero già espressi in modo contrario alle intenzioni del Governo poiché trattasi di una modifica contrattuale che va a pesare per intero sulle casse di tali compagnie.

Ad oggi solo la Finlandia ha mosso a titolo ufficiale il passo decisivo per portare la banda larga dentro il Servizio Universale (1Mbps entro metà 2010, 100Mpbs entro il 2015); il Regno Unito ha formulato una promessa ancora tutta da verificare (2Mbps entro il 2012); in Italia gli auspici di Renato Brunetta sembrano cadere sotto il peso dell’assenza di fondi di investimento adeguati e tutto ciò mentre un gruppo di alti esponenti delle istituzioni locali sta tentando di portare avanti il verbo della banda larga con una raccolta firme già significativa.

In occasione della Ficod, però, è giunto anche un altro importante annuncio da parte del Governo Zapatero. Secondo quanto spiegato dal Ministro della Cultura Ángeles González-Sinde, infatti, le istituzioni hanno intenzione di «adottare entro fine anno una proposta “efficace” per affrontare la pirateria su Internet». L’idea è quella per cui la fermezza delle leggi in linea con la dottrina Sarkozy non possano trovare reale applicazione. Meglio, insomma, avvalersi di una proposta che porti avanti «maggiori possibilità di scelta in condizioni migliori», così che l’utente sia integrato in un sistema legale e non abbia interesse a scegliere una alternativa illecita.

«Con questa iniziativa, il governo cerca un riavvicinamento delle posizioni dei creatori della Coalizione, che riunisce gli interessi della produzione audiovisiva e la gestione del copyright, e Redtel, in rappresentanza degli operatori di telecomunicazioni. La creazione di una piattaforma neutrale tecnologia per contenuto giuridico, che permette di tenere conto dei suoi creatori, è stata inizialmente proposta dalla Redtel». Il bastone e la carota, quindi: da una parte un servizio universale rivisto e maggiormente oneroso, dall’altra la promozione di un sistema di distribuzione proposto ed approvato dai provider. Nel frattempo l’etichetta Promusicae ha avviato i lavori del nuovo portale elportaldemusica.es, aggregatore per l’ascolto e l’acquisto legale di musica spagnola (Antonio Guisasola, presidente Promusicae, ha spiegato come la vendita non sarà diretta, ma il sito rappresenterà soltanto una vetrina in grado di reindirizzare verso servizi di distribuzione legale quali YouTube, Spotify, iTunes, Yes.fm, Vodafone Music, Nokia Music Store, Movistar, Orange o Rockola.fm).