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Google e Unione Europea

Google tradurrà i brevetti europei in 29 lingue

Google ha siglato un accordo con l'EPO, e tradurrà i brevetti europei in 29 lingue, ottenendo vantaggi e miglioramenti per il suo Google Translate

Google viene incontro a scienziati ed investitori siglando un accordo che porterà alla traduzione di circa 1.5 milioni di brevetti in 29 lingue europee. L’accordo con l’European Patent Office (EPO) darà vantaggi ad entrambe le parti: anche Google, infatti, dovrebbe trarre indubbi benefici da quest’opera di traduzione, altamente tecnica, che si prevede possa migliorare la qualità del suo servizio di traduzione, ovvero Google Translate.

È dal 2000 che i membri dell’Unione Europea hanno cercato di trovare un accordo su quale lingua dovesse essere usata per i brevetti: una situazione potenzialmente dannosa per l’Europa, non in grado di competere in tal senso con Stati Uniti e Cina. Queste controversie hanno, di fatto, impedito il passaggio dei brevetti europei ad un livello standard. La Commissione europea sta spingendo per un sistema unificato, ma Spagna e Italia si sono opposte all’idea per cui possa essere sufficiente tradurre i brevetti in inglese, francese e tedesco.

Tramite l’accordo con Google, la Commissione europea riuscirà a eliminare i costi di traduzione che impediscono la crescita del sistema. Infatti, attualmente, richiedere un brevetto è 10 volte più costoso in Europa che negli Stati Uniti. Inoltre le traduzioni di Google serviranno a placare i timori dei paesi con svantaggi linguistici. Un accordo che, secondo Benoit Battistelli è «una sorta di compensazione, in modo da far accettare l’idea che per motivi economici sia necessario scegliere solo alcune lingue e non usarle tutte» .

I vantaggi economici, secondo Carlo d’Asaro Biondo, vice presidente di Google per l’Europa del sud e orientale, il Medio Oriente e l’Africa, non ci saranno perchè i benefici riguarderanno, come già accennato, il miglioramento del servizio di traduzione automatica.

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  • http://www.barzano-zanardo.com A. Zanardo

    Posto che la riduzione dei costi sarebbe un beneficio per le imprese europee, ricordiamoci che già oggi la maggior parte di titolari che depositano (i costosissimi) brevetti europei, sono Americani e Giapponesi!

    questo vuol dire che della riduzione dei costi sarebbero comunque loro a beneficiarne di piu, con la conseguenza che molte imprese europee si troveranno “bloccate” da una quantità enormemente maggiore di brevetti di trtolarità USA e Giapponese.

    Inoltre ritengo che nel periodo storico in cui ci troviamo sia ancora quantomeno superficiale confrontare gli USA che sono un paese, con la comunità europea che è un insieme di 27 paesi con storia e cultura molto diverse, e comunque ognuna molto più antiche di quella americana.

    Ricordiamoci poi che in USA una causa brevettuale costa MILIONI di dollari. vogliamo che accada anche in europa?