Netflix, per combattere la crisi punta sui videogiochi

Periodo difficile per Netflix, che per cercare di risollevarsi ed evitare di dover aumentare i prezzi pensa a soluzioni alternative.

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Quello attuale non è certo un bel periodo per Netflix. Tra il forte calo di abbonati, la class action da parte degli utenti russi per “la violazione dei diritti degli utenti russi, a causa del rifiuto unilaterale da parte di Netflix di fornire i suoi servizi in Russia”, e le polemiche scoppiate dopo le notizie relative al possibile aumento dei prezzi per gli abbonamenti di chi condivide l’account e l’introduzione di spazi pubblicitari all’interno del servizio, il momento, insomma, è di quelli pesanti. Ma l’azienda non demorde, e pensa anche a delle possibili alternative soprattutto a questi ultimi due scenari, come per esempio i videogiochi.

Netflix, i videogame contro la crisi?

Secondo i risultati finanziari del primo trimestre 2022 i dati di Netflix tutt’altro che incoraggianti: il colosso dello streaming, infatti, numeri alla mano ha registrato per la prima volta negli ultimi dieci anni un calo netto degli abbonati a livello mondiale di circa 200.000 unità, rispetto al quarto trimestre 2021. E secondo le previsioni ufficiali, le cose potrebbero peggiorare nel secondo trimestre dell’anno, quando il numero di abbonati potrebbe ridursi di altri due milioni.

Gli azionisti di Netflix non nascondono una certa preoccupazione per il futuro dell’azienda, a maggior ragione dopo le polemiche che abbiamo descritto prima. Pertanto  il colosso dello streaming video a pagamento pensa di tentare nuove strade e di ampliare la sua offerta con contenuti differenti per attirare una maggiore fetta di pubblico e aprire le porte a nuovi fronti di business.

Come i videogame. Il tutto a costi di produzione relativamente bassi, considerando per esempio che potrebbe ottimizzare molte di quelle sue proprietà intellettuali parecchio amate dal pubblico, che potrebbero essere convertite in videogiochi. Netflix lo ha già fatto per la terza stagione di Stranger Things, ma potrebbe anche ambire a produzioni di fattura e complessità maggiore, magari appoggiandosi a collaborazioni con team esterni di un certo peso.

In tal senso l’azienda ha recentemente assunto alcuni sviluppatori di giochi, tra i quali ci sono per esempio i  Night School Studio, il team che si è messo in luce sviluppando Oxenfree e Next Games. E altri, pare, siano nel mirino. L’obiettivo è quello di ampliare entro fine anno un’offerta che a oggi vede solo 18 videogiochi a disposizione degli abbonati, che possono scaricarli direttamente dalla app. Così da non dover ricorrere, se ciò dovesse bastare, a soluzioni come la pubblicità per risollevarsi dalle perdite degli ultimi tempi.

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