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Facebook: il prezzo è giusto?

La valutazione di Facebook potrebbe essere sproporzionata rispetto ai parametri dell'economia del gruppo: si temono acquisti spinti dall'emotività.

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Facebook ha notificato alla SEC che intende sbarcare sul mercato azionario con un valore delle azioni pari a 28/35 dollari per una capitalizzazione complessiva che va da 77 a 96 miliardi di dollari. Sebbene tale valutazione sia al di sotto di quanto gli analisti non si attendessero (il limite dei 100 miliardi di dollari era dato per assodato), la cifra rimane comunque estremamente alta e tale da configurare per gli investitori interessati un grado di rischio sufficientemente alto.

L’analisi Bloomberg in tal senso è estremamente chiara: la valutazione di Facebook è basata su di un multiplo pari a 99 volte le entrate, il che significa un moltiplicatore più alto rispetto al 99% delle aziende dell’indice Standard & Poor’s 500. Date le premesse, insomma, investire nelle azioni Facebook significa credere ciecamente nelle possibilità di crescita del social network e soprattutto nella maturazione di una maggior capacità di monetizzazione dell’immensa community accumulata.

Bob Rice della Tangent Capital Partners LLC esprime un giudizio largamente condiviso: a questi livelli diventa difficile poter spostare investimenti verso il gruppo di Mark Zuckerberg. Facebook è infatti un social network che ha già conosciuto una sua maturazione piena in molti paesi, la cui crescita potenziale inizia a ridursi e la cui economia è vista in rallentamento. Il prezzo delle azioni (che sarà fissato presumibilmente il 17 maggior prossimo, con 24 ore di anticipo rispetto all’esordio del giorno successivo) è rappresentato insomma perlopiù da potenzialità, qualcosa che andrà espresso e concretizzato soltanto ad IPO ormai avvenuta.

E c’è anche chi teme l’onda emotiva di acquisti attorno al gruppo. Secondo Francis Gaskins, ricercatore IPOdesktop.com, l’entusiasmo iniziale potrebbe generare forti flussi di acquisti, ma già entro un anno tutti i parametri dovrebbero rientrare nella norma. Se così fosse, l’esordio potrebbe essere svincolato da logiche normali e potrebbe rappresentare pertanto un rischio o una speculazione (ma non sarebbe in ogni caso attendibile dal punto di vista della Borsa).

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